In un editoriale pubblicato il 30 gennaio 2008 dal quotidiano francese Libération, individuiamo una volta di più uno sconveniente stereotipo contro il gioco ai casinò online.

Per criticare i sistemi di controllo che hanno permesso all’ormai famoso trader francese Jérome Kerviel di investire 50 miliardi di Euro in prodotti finanziari rischiosi, il quotidiano insinua un sospetto che dovrebbe inquietare chi gioca ai migliori casinò virtuali: egli scrive infatti che la Société Général ha permesso al suo impiegato di investire somme colossali in un mercato “appena meno regolamentato di un semplice casinò”. Ehi, signor giornalista, così non va! Come chiunque gioca ai casinò virtuali sa perfettamente, i giochi del casinò sono perfettamente regolamentati: si conoscono le regole del craps, le varianti del blackjack, le probabilità delle puntate alla roulette e la composizione del mazzo di carte del poker. Nessun casinò può inventare regole strampalate per cambiare le carte in tavola e avvantaggiare così il dealer nei confronti del giocatore che gioca ai casinò virtuali. Quando si gioca ai casinò virtuali, migliaia di giocatori affluiscono da tutto il mondo verso gli stessi siti, giocano agli stessi giochi, usano le stesse regole e vincono gli stessi jackpots.

Dire a chi gioca ai casinò virtuali che essi sono poco regolamentati, e compararli alle futures che hanno appena ingoiato 5 miliardi di Euro alla Société Général, è una dichiarazione perlomeno maldestra, e in ogni caso incorretta.

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